Giovedì 8 ottobre al reparto di Oncologia Pediatrica del Pol. A. Gemelli la ludoterapia in ospedale ha aperto nuove frontiere o meglio nuovi orizzonti. Marco, il nostro astrofisico protagonista della giornata, ci racconta cosa è accaduto:
IL RACCONTO DI MARCO
Ebbene si, anche gli astronauti si perdono nei meandri dello spazio! Oggi è toccato a me e spaesato, con la bussola fuori uso sono caduto nel reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico A. Gemelli.
Il problema era a quel punto trovare la via di casa, il mio adorato spazio ma… bambini, ragazzi e genitori trovati lì non potevano aiutarmi, perché ancora non sapevano bene da dove fossi arrivato!
Non mi sono perso d’animo e ho spiegato loro come era andata la faccenda. Abbiamo visto insieme un bel po’ di video per capire come erano fatte le astronavi e che vita strana e particolare tocca a noi astronauti quando siamo nello spazio. Abbiamo visto come si vive lassù, galleggiando liberi lontano dalla terra, rinchiusi nella stazione spaziale orbitante.
Ma soprattutto, nel buio della stanza, abbiamo proiettato un cielo stellato meraviglioso. Si! Un cielo stellato per davvero proprio sopra le nostre teste. E lì, tale è stato lo stupore e la curiosità, che ci siamo messi insieme a guardare come funzionavano le cose nel cosmo profondo!
PERSO TRA LE STELLE
Stelle, pianeti, astronauti esploratori, la luna, voli spaziali, il sole, insomma… chi più ne ha più ne metta! Ogni tanto ci guardavamo dei video bellissimi che ci illustravano i meandri dello spazio, quelli che non si possono vedere ad occhio nudo; ogni tanto ce ne stavamo lì, col naso all’aria a goderci lo spettacolo della volta celeste nel soffitto della stanza: per tetto avevamo un cielo di stelle.
Abbiamo cercato di riconoscerle queste stelle, in modo che io potessi trovare finalmente la strada di casa. Ci siamo divertiti un sacco e abbiamo visto cose inaspettate. Mi hanno fatto un sacco di domande! Speriamo di aver risposto bene, ma la strada di casa mica ancora lo so se l’ho ritrovata!
L’intervento è stata realizzato grazie al finanziamento del Roma Capitale-progetto Sorridi in Ospedale-Ludoterapia