La ludoterapia in ospedale
Ecco in che modo ci prendiamo cura dei bambini in reparto

Il lavoro dei ludoterapisti è un po’ come quello dei funamboli: si cerca l’equilibrio nella instabilità. Quando entriamo nei reparti ospedalieri siamo sempre combattuti sulla quantità di informazioni che ci servono sui bambini e sulle bambine che incontreremo.

Dopo anni di esperienza abbiamo capito che a noi serve sapere: il nomel’età, se comprende l’italiano, se può uscire dalla stanza e venire in sala giochi, se in reparto ci sono situazioni critiche o se andiamo da un bimbo o bimba in condizioni di isolamento. Ma la cosa più importante per noi è capire quale giochi possono essere divertenti e piacevoli! Noi cerchiamo il bambino, non la malattia.

Che giochi si possono fare in ospedale? Spesso ci fanno questa domanda. In realtà, con un po’ di fantasia e accortezza, la risposta è: tutti. Giochiamo con la pasta di sale, con i colori, con le fiabe, con la musica, con qualsiasi mezzo che ci aiuti a stare bene insieme, anche laddove ci venga a trovare la rabbia o la tristezza noi la mettiamo in gioco.

Nello specifico nel progetto di ludoterapia in ospedale si lavora con i bambini e le bambine che si trovano spesso senza conoscere le problematiche specifiche, si cerca di incrementare, laddove possibile, le interazioni tra di loro relativamente al gioco e non alla malattia né alle cure. Gli operatori sono due, generalmente la coppia è formata da uno psicologo e da un'artista.

Oltre ai giochi più tradizionali proponiamo le manipolazioni con la pasta di sale per far emergere la creatività ed il gioco competitivo che esalta lo spirito di gruppo. Le attività manuali ed artistiche si integrano con il gioco permettendo di tracciare un percorso ludico e didattico allo stesso tempo. Vogliamo interagire con i bambini ed i ragazzi aiutandoli a trascorrere il periodo della degenza in maniera serena e consapevole allo stesso tempo.

Un esempio di giornata tipo in reparto
Idee costruttive per impreziosire il tempo passato insieme
Un incontro particolare avvenuto nel Day hospital di Ematologia del Policlinico Umberto I